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Andrea Palladino

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Ma l'università centra con l'universo ?!
November 06

Facinoroso


Buongiorno a tutti. Mi presento: io sono facinoroso.
Non ho nome, identità, pensiero. Sono solamente facinoroso. Sono cattivo, violento, irritante, oppositivo, incoerente. Vi chiederete il perchè immagino. Adesso vi spiego.

Un giorno come tanti altri, mi sono svegliato di mattina presto e ,dopo essermi lavato e preparato, ho infilato qualcosa in bocca come colazione. Velocemente poi sono sceso in strada e sono saltato sul bus diretto per le vie del centro. Il centro di Torino è sempre stato grandioso; punto di ritrovo di tutti i giovani, delle loro proteste, delle loro gioie. E quel giorno mi ricordai quando anche io, insieme a tanti altri giovani, cercavo in ogni modo di salvaguardare il mio futuro da una fine certa. Ero molto attivo, politicamente, e non avrei mai accettato che altre persone potessero fare i propri interessi sulla mia pelle. Ahhh... si... Quelli si che erano tempi d'oro ! Noi cercammo di cambiare le cose, per noi stessi, per i nostri figli. Ma fallimmo... Nessuno mai si curò di noi e nonostante i nostri sforzi, fallì il nostro progetto.
E quel giorno la nostra vita cambiò.
Ebbi, e tuttora ho, una grande passione per la psicologia. Fui iscritto alla facoltà del mio ateneo. Ma, come la maggior parte di quei giovani, dovetti abbandonare gli studi perchè non potei più permettermi di pagare la retta scolastica. Mi ricordo ancora quanto piansi il giorno che realizzai di non potermi permettere più quel grado d'istruzione. Il sogno di una vita andò in frantumi.

E oggi, come in quei tempi felici, prendo ogni mattina il bus e mi reco in centro. Passo tutto il mio tempo a palazzo nuovo, ma non per studiare. Bensì, una volta arrivato lì, prendo i miei attrrezzi, scopa e paletta, e mi do da fare. Sù e giù a pulire tutto il giorno. Ma lo faccio con gioia e buona volontà: i miei bimbi a casa devono mangiare e non posso permettermi il licenziamento. Quindi sfoggio il miglior sorriso e tiro a campare.
E dire, che nello studio riuscivo anche bene.

Ed è per evitare tutto questo che oggi, 6 Novembre 2008, io sono definito facinoroso. Ma mi sta bene, se sull'altro piatto della bilancia si mette il futuro che ho appena prospettato. Allora vorrà dire che sarò facinoroso tutta la vita; e voi, che prendete le decisioni, non avrete mai il mio futuro.




June 12

Crescere insieme


Impossibile è, per me, astrarre dalla vita quotidiana ciò che è veramente importante. Se non impossibile, molto difficile. Non sembra così quando vivo, giorno dopo giorno, sempre indaffarato nei problemi, pensando a tirare avanti la baracca e costruire qualcosa del mio futuro. Nella frenesia del sopravvivere, tempo per pensare non c'è; intendo pensare veramente. La giornata è circondata dalle cazzate: come è andato l'esame, stasera c'è allenamento, è tardi e devo ancora portare giù il cane.
Questo mondo, che mi appartiene, mi tiene troppo distante da ciò che veramente ha valore. E fa molto male constatare che vivo in questo circolo vizioso.
 
Poi, il momento di riflessione pura arriva; e arriva sempre a braccetto con la persona che amo, che mi apre davanti il mondo vero, quello fatto di affetti a di amore, quello senza il quale nulla ha più senso. In quei momenti catartici mi sento veramente vivo e riesco quasi ad abbracciare la vita e sorridere a tutto il dolore che comporta.
 
E così scrivendo, ti ringrazio dolce metà. Grazie per ciò che mi fai provare, per quello che mi hai insegnato sull'amore e continuerai a fare tutta la vita.

April 25

Sogno di mezz'estate...


Ogni tanto fantastico su come costruirei una società se me ne fosse data la possibilità, partendo dal nulla. Lunghe riflessioni, mi hanno portato a definite quali son per me, e universalmente condivisi, i valori che dovrebbero ispirare una vita nella sua interezza. E piano piano costruisco questo mio mondo utopico aggiungendo dei piccoli tasselli, confrontando la vita che sto vivendo e una vita ideale. Per esempio, in questo mio mondo, si lavora per vivere e non viceversa: tornare ad una politica di sussistenza, dove ogni persona produce (grano, legna, pane ...) ed il risultato del suo lavoro è condiviso con tutti. Oggi mi sento troppo lontano dal legame con la terra, e mi vergogno perchè non riuscirei neppure a far crescere del basilico.
Si dovrebbe vivere in piccole comunità, formate da un centinaio di persone circa: sarebbe fantastico lavorare al fianco di tutti, per il proprio fabbisogno, nel modo in cui si ritiene più opportuno, come dei fratelli. Mi sono veramente scocciato, vivendo in città, di vedere ogni dannato giorno sempre nuove facce, anche davanti a casa mia. Credo che avere quella cerchia stretta di persone sia una soluzione vincente per una buona felicità.
Ma soprattutto, ciò che non vorrei mai più vedere, nel mio piccolo angolo di mondo, è quell'atteggiamento consumistico che oramai ci pervade tutti, dal primo all'ultimo, me compreso. Perchè ci creiamo delle necessità che in realtà non abbiamo ma che, anzi, ci alienano. Mai più pensare al vestito firmato, alla scarpa, al telefonino, al computer. Perchè credo che vivere più umilmente una vita vera, non digitale, possa rendere felicità maggiori.

Una piccola, fantastica, comunità comunista.


April 15

And now ?


Voglia di andare via, voglia di ribellarmi, voglia di cambiare le cose. Perchè ?

Ho sempre considerato la politica come una arte nobile, libera da tutti i compromessi e da tutti i sotterfugi di convenienza. Eppure non ho ancora mai visto nulla di tutto ciò, rimane solo un sogno,che sogno non dovrebbe essere. E quindi rivivo le battaglie per la Libertà, per l'uguaglianza di tutti gli uomini sulla Terra che in passato hanno segnato dei punti fermi nell'ideologia e nell'amore verso il proprio mondo di troppo pochi uomini.

Però il mio vivere nel passato mi rende internamente felice, perchè so che un mondo giusto, sostenibile, per cui vivere e morire insieme come fratelli potrà venire. E verrà.

Chi, a questa ultima affermazione, ha strabuzzato gli occhi, ha fatto un sorriso, mi ha schernito, non è semplicemente degno di stare sul mio stesso pianeta, perchè si è modellato a questo stato di cose e non apprezza abbastanza la vita per combattere fino allo strenuo per cambiare le cose. E semplicemente non merita la propria presenza in questo mondo.

Vedendo il mondo come va, è troppo difficile per un uomo come me lasciare passare tutto davanti sentendosi impotente. E allora le idee democratiche che ci sono state insegnate dai nostri padri vacillano. E forse dovremmo tornare ad "imbracciare" le politiche dei nostri nonni...



April 06

That's Why ...



Ecco ciò che mi fa arrabbiare...

 Essere chiusi in una spirale ,senza via d'uscita, che piano piano si stringe fino a rimanerci dentro impossibilitati a muoversi. La cosa veramente brutta è che questa morsa viene da dentro, non si può attribuire a nient'altro che se stessi. Eppure è la più terribile di cui si può fare esperienza. E le domande che sorgono dentro sono tante, ma le risposte non possono venire che dal di fuori; perchè sei già chiuso in questa morsa, a malapena vedi la luce, e l'unica cosa a cui pensi è sopravvivere, finchè ne hai le forze.

E tutto questo mi fa arrabbiare.

Quando hai occhi per guardare e sei in grado di vedere, ti accorgi che ognuno intorno a te ha un peso che gli gravita sulla testa; questo penso sia il normale vivere. Ma quando guardi e non vedi neanche la persona, ma solamente la massa enorme che la ricopre interamente allora pensi a cosa sia la vita, a cosa sia una vita normale e ringrazi di essere così fortunato.
Ma cosa ne sarà di quelle persone che hanno smesso di vedere anche solo quel tenue spiraglio di luce ,perchè non ne passa più, attraverso quei petali neri che piano piano si chiudono tutto intorno?

E rimango arrabbiato, perchè una risposta non la trovo. Se risposta c'è.

Ma continuo ad aver fiducia.